ICT e apprendimento 2018-05-18T15:28:15+00:00

In una ricerca da poco pubblicata sulla rivista Policy&Internet (Gui, Parma e Comi, 2018) e che ha utilizzato dati da INVALSI e MIUR abbiamo constatato che l’introduzione di diverse tecnologie (LIM, wi-fi e mobile) negli anni 2010-14, nelle scuole secondarie di I grado italiane, ha avuto effetto nullo sul livello di apprendimento degli studenti. Tuttavia, ci sono anche degli effetti positivi in sottocampioni specifici, soprattutto al Nord e in matematica, mentre ci sono addirittura lievi effetti negativi, al Sud. Come mostra la rassegna della letteratura all’inizio del paper, il risultato conferma molti studi internazionali e nazionali che trovano effetto nullo degli investimenti in tecnologia su larga scala. Tuttavia, laddove invece la letteratura ha analizzato l’uso delle tecnologie (per esempio le LIM) in sperimentazioni vere e proprie, con obiettivi didattici definiti, di solito gli effetti sono positivi.

In un altro studio (Comi, Argentin, Gui, Origo, Pagani, 2017) abbiamo valutato quali attività digitali a scuola funzionano di più: le attività di media education (cioè discutere con gli studenti dell’uso dei media) e l’uso da parte dei docenti per la preparazione delle lezioni hanno effetti positivi mentre – per il momento – l’uso diretto da parte degli studenti in classe non sembra mostrare benefici.

Ancora, in un terzo studio abbiamo valutato quale sia l’impatto delle competenze digitali, misurate con un apposito test, sulle performance di apprendimento INVALSI (Pagani, Argentin, Gui e Stanca, 2016). I risultati mostrano un effetto positivo e significativo, che cresce in sottocampioni specifici.

Si può concludere che l’investimento generalizzato in hardware ha pagato poco finora ma anche che, laddove l’hardware si è inserito in una progettualità didattica, i risultati positivi ci sono. Inoltre abbiamo qualche evidenza che gli insegnanti preparano lezioni migliori se usano bene la Rete e che lavorare in classe sull’uso consapevole dei media può avere ricadute positive anche sull’apprendimento. Questo evidenzia delle potenzialità interessanti legate al digitale nella scuola. In primo luogo quella della media education, diversa dalla didattica con la tecnologia, che sembra superare le altre attività rispetto all’effetto sull’apprendimento. Questo si sposa anche con la relazione positiva trovata tra la competenza digitale (migliorabile tramite attività di media education) e le performance di apprendimento.

Questi risultati sono però da prendere “cum grano salis”. Primo: l’apprendimento non è l’unico indicatore per valutare la bontà degli investimenti in ICT (ci sono per esempio le competenze digitali, l’inclusione ecc.). Gli investimenti potrebbero essere stati positivi su questi ambiti; non lo sappiamo. Inoltre, siamo ancora troppo all’inizio di questo processo per trarre conclusioni nette. Molto c’è ancora da indagare in questo ambito, su cui altri lavori sono in corso!

Comi, S. L., Argentin, G., Gui, M., Origo, F., & Pagani, L. (2017). Is it the way they use it? Teachers, ICT and student achievement. Economics of Education Review, 56, 24-39.

Pagani, L., Argentin, G., Gui, M., & Stanca, L. (2016). The impact of digital skills on educational outcomes: evidence from performance tests. Educational studies, 42(2), 137-162.

Gui, M., Parma, A., & Comi, S. (2018). Does Public Investment in ICTs Improve Learning Performance? Evidence From Italy. Policy & Internet.